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> CHI ERA BRUCE LEE ?, BIOGRAFIE-FILMOGRAFIE-QUESITI-CURIOSITà
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kowloon
post Oct 23 2007, 07:40 PM
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IL JEET KUNE DO - L'ARTE DI BRUCE LEE

Bruce Lee approda nel mondo della arti marziali all'età di 13 anni seguito personalmente dal grande maestro di Wing Chun Yip Man ma la sua sete di conoscienza lo porta a studiare molte altre arti marziali tra le quali citiamo il Judo, l'Aikido, l'Hapkido, il Jujitzu e varii altri tipi di lotta. Egli infatti riteneva che da un arte marziale si dovesse estrarre solamente l'efficace gettando via tutto il resto. Odiava le mentalità chiuse tipiche orientali, non si curava molto della forma e dei rituali... prendeva quello che gli serviva e proseguiva nella sua ricerca.
"No way as way, no limitation as limitation"

Questo era effettivamente lo slogan che affisse anche all'ingresso della sua palestra, con il quale si dissociava dal contesto tradizionale marziale effermando che non esisteva nessuna via come unica via e nessun limite come limite contrastando fortemente il concetto di "do" (via in giapponese intesa come la strada per arrivare a...) Aiki DO, Karate DO, Hapki DO, Ju DO per esempio.
Da questa sua continua spremitura e raccolta di essenze egli elaborò uno stile che lui stesso non riteneva uno stile perche già chiamarlo così poneva degli schemi: Il Jeet Kune do appunto; lo stile senza stile, la forma senza forme. Nessun schema, nessun principio di base... solo l'efficacia. Il Jeet Kune do favorisce l'informalità per poter adottare qualsiasi forma e non avendo un suo specifico stile può adottare tutti gli stili. Il Jeet Kune do si serve di tutti i mezzi e non è condizionato da nessuno di essi, si serve di tutte le tecniche o mezzi che sono utili al suo scopo. L'arte del Jeet Kune do consiste nel semplificare.

Ancora oggi ll suo stile viene insegnato dai suoi allievi diretti come per esempio Dan Inosanto e Ted Wong.
Il problema che da un punto di vista marziale emerge subito è ovvio: il concetto che Bruce Lee vuole esprimere purchè valido e giustificato non può essere applicato a chiunque. Egli aveva alle spalle un grande bagaglio culturale sulle arti marziali e una grande esperienza di allievo, di ricercatore e di maestro. Molto spesso oggi il concetto che erroneamente passa è quello che ognuno è libero di inventarsi un'arte marziale con la scusa di praticare il Jeet Kune do. SBAGLIATO! Queste persone non hanno capito niente e sono le stesse persone che aprono scuole di Jeet Kune Do senza nessuna sostanza, senza nessuna esperienza, senza programmi o basi su cui lavorare e vi invitiamo bene a fare attenzione. D'altro canto invece ci sono associazioni riconosciute come quelle fondate dagli allievi diretti che sono di tutto rispetto purchè i maestri seguano il giusto programma e la giusta filosofia.
Non sempre la strada più corta e meno faticosa porta allo stesso luogo, noi occidentali non abbiamo pazienza, non abbiamo tempo e le cose effimere e di veloce apprendimento spesso ci attraggono. Per fortuna ancora non esiste una pasticca per imparare le arti marziali !
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kowloon
post Oct 23 2007, 07:42 PM
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KAKKIATE CHE SI RACCONTANO IN GIRO....HA HA HA HA
LI motivi della morte di Bruce Lee (20 Luglio 1973)

Stabilire quali furono con esattezza le cause della morte di Bruce Lee per alcuni aspetti è molto difficile, poichè abbiamo diverse ipotesi ma nessuna certazza. Le cause riportate qui di seguito sono quelle per cui se ne parla più spesso.



Queste cause di seguito riportate sono quella che il gruppo Fun Bruce Lee ha ritenuto più credibili(ma con nessuna certezza).





Un giorno come tanti, nel quale Bruce immerso dal lavoro insieme a Raymond Chow, per discutere sulla sceneggiatura di L'ultimo Combattimento di Chen, si recarono alla casa dell'attrice Betty Ting-pei la quale avrebbe dovuto prendere la parte della protagonista femminile nel film. Dopo aver discusso, Raymond Chow andò via mentre Bruce rimase alla casa di Betty, dato che era stato colpito da una forte emicrania. Betty a quel punto gli diede una pillola di Equasegic, un medicinale abbastanza forte a base di aspirina. Dopo poco Bruce si andò a stendere sul letto e da li Betty non riuscì a svegliarlo. Venne portato con urgenza all'ospedale Queen Elisabeth Hospital. I dottori lo portarono subito in reparto di rianimazione e cercarono di fare tutto il possibile, ma fu tutto inutile Bruce Lee già era morto.

Bruce conduceva una vita molto salutare, solo se pensiamo che si allenava tutti i giorni. Possiamo avere delle conferme sul suo allenamento assiduo e sempre con lo scopo di migliorarsi se pensiamo alla sua agilità velocità e potenza(doti che si acquisiscono solo con l'allenamento). Diverse voci ci dicono che Bruce faceva uso di sostanze stupefacenti. Questo ci fa rimanere un pò perplessi tanto che furono proprio queste sostanze la causa della sua morte.

In una testimonianza di suo figlio Brandon, disse che suo padre negli ultimi anni della sua vita ebbe alcuni problemi di salute, i dottori gli consigliarono il riposo e quindi di diminuire le sedute degli allenamenti. Ma per Bruce gli allenamenti erano al primo posto, sia per il suo aspetto fisico ma anche per il lavoro, infatti non diede ascolto a nessuno e continuò finche il suo cuore stremato dalla fatica e dallo stress del lavoro si spense il 20 Luglio 1973.

Altre ipotesi che sembrano molto vicine alla realtà, sono quelle per cui Bruce Lee fu ucciso dalla mafia cinese. Se pensiamo che Bruce quando andò in America per insegnare la sua disciplina agli occidentali fu ostacolato in molti modi. Bruce riuscì a diventare ben presto un eroe sia come atleta che come star del cinema prendendo l'attenzione sia dell'oriente che dell'occidente. E' qui che entro in gioco la mafia cinese, la quale non accettava che un orientale avrebbe dato così tanto ad un popolo come l'America(ricordiamo che l'America nella storia non ebbe mai dei buoni rapporti con la Cina).Quindi da ciò scaturisce che Bruce Lee fu ucciso volontariamente da queste oraganizzazioni mafiose.

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kowloon
post Oct 23 2007, 07:42 PM
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KAKKIATE....
Sono un fan di Bruce dall'eta' di 6 anni ora ne ho 31,coltivo da piu' di 25 anni la passione per questo piccolo ma grandissimo uomo,in lui ho ammirato la determinazione e la voglia di emergere .Vorrei fare una considerazione riguardo la possibile causa della morte.Qualche tempo fa mi e' capitato di vedere un film cinese che narrava proprio la sua vita ed ho tratto conclusioni molto interessanti .Leggendo le possibili cause nel vostro sito ho notato che tutte quante hanno una parte in comune,che se vogliamo si collega al film visto.Partiamo dal principio,tutti o quasi i libri letti narrano che Bruce sia morto a casa dell'amica /collega Betty e questo e' vero,il punto e' che Betty era la sua amante,e non e' uno scherzo.Nel film viene anche detto che negli ultimi tempi Lee volesse anche lasciare la moglie Linda.Tornando alla causa della morte la verita' e' la droga ne faceva uso come la maggior parte degli orientali, fumava l'oppio,nessun problema se nn fosse per il fatto che era all'ergico e che gia' una volta lo aveva portato sul punto di morte.Il fatto della mafia e' una copertura che spiace ammetterlo e' stata creata per non infangare quella che e' stata e' restera' sempre una delle piu' grandi stelle del mondo del cinema.Ma io lo vorrei ricordare sopratutto come un uomo capace nel suo piccolo di unire due culture opposte come quella orientale e quella occidentale..
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kowloon
post Oct 23 2007, 07:43 PM
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La morte di una persona molto giovane fa spesso parlare e riflettere, e questo è successo, a maggior ragione, per Bruce Lee, personaggio carismatico e universalmente conosciuto anche da chi sa poco o nulla di arti marziali. Date queste premesse, sulla sua morte sono state dipinte trame molto pittoresche... Probabilmente voci messe in giro da suoi "nemici" per screditarlo, oppure nate spontaneamente dall'opinione pubblica e diffuse dai soliti giornalisti "arraffa-scoop"... non si può sapere. Ad ogni modo la versione "ufficiale" - si può chiamare così perchè è quella che stata accettata come tale dalla sua famiglia e soprattutto da sua moglie Linda - è quella relativa alla forte reazione allergica all'Equagesic, il farmaco che avrebbe assunto contro l'emicrania (la prima versione pubblicata su questo sito).
Ho letto lo scritto di Nicolò (sempre relativo alla pagina in questione): mi piacerebbe sapere quale sia questo film che narra la vita di Bruce Lee e che da quanto ho capito lo presenta come un semi-drogato e sul punto di divorziare dalla moglie; mi interesserebbe sapere la fonte di tutto ciò, cioè il regista del film, il produttore, ecc. Il cinema è finzione e ci fa vedere attraverso gli occhi del regista. Mi sembra dunque alquanto sciocco trarre conclusioni dalla visione di un solo film o - in generale - da una sola fonte di informazione. Su Bruce Lee esiste una buona documentazione, anche in lingua italiana, molto corposa e interessante; esistono i SUOI film; esiste un sito ufficiale della sua Fondazione, Bruce Lee Educational Foundation; esistono le associazioni dei suoi allievi... e chissà cosa altro ancora che io non ho ancora avuto modo di scoprire.
Se vogliamo trarre delle conclusioni - o almeno farci un'idea il + completa possibile di Bruce Lee, credo sia opportuno fare riferimento a tutto questo, e non soffermarci alla prima informazione che ci viene messa sotto il naso.
Bruce Lee non fumava nè beveva alcoolici... però masticava chewing-gum, "because few men chew" ...
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kowloon
post Oct 23 2007, 07:44 PM
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KAKKIATE.....
Ho 60 anni,lavoro nel cinema da sempre ed ero aiuto sceneggiatore nel film l'urlo di chen terrorizza l'occidente.
Ho letto le simpatiche considerazioni esposte dai fan sul vostro sito e devo dire che nessuna delle conclusioni esposte è esatta o perlomeno...lo è quasi.
Bruce era molto apprezzato sia fuori che dentro il set,sapeva farsi amare,era sempre disponibile e generoso,amava circondarsi di persone comuni,non si atteggiava come un primadonna.
Ma aveva un vizio,un brutto vizio,che coinvolgeva parecchie persone del cinema.
Su quel set romano proprio in quella occasione presi parte anche io a quel tipo di coinvolgimento cui mi sono liberato anni or sono.
Bruce Lee non fumava oppio e se lo faceva...certamente non in compagnia,non è assolutamente vero che si allenava tutti i giorni,è vero che la mafia cinese lo perseguitava ed è falso che è morto per causa loro,perche la mafia stessa traeva dei grossi profitti dai suoi film,quindi non aveva alcun interesse ad eliminarlo.
Tornando al vizio cui facevo riferimento.......BRUCE LEE era diventato semplicemente un cocainomane e fu costretto (sopratutto negli ultimi 3 anni della sua vita) ad assumere cocaina sempre più spesso,questo perchè si allenava sempre piu irregolarmente,stava cominciando a perdere la freschezza e la velocità dei 20 anni e la dipendenza da cocaina cominciava a farsi sentire.
Riguardo alle cause della sua morte,solo una cosa è certa,egli morì a seguito di arresto cardiocircolatorio dovuto a qualcosa che non ci sarà mai rivelato.
cordialmente

tratto da: http://www.funbruce.com/mortebruce.htm

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kowloon
post Oct 23 2007, 07:48 PM
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FANTASIE.....
24/09/2007
La morte di Bruce Lee

Nessuno sa chi e perchè è morto il Piccolo Drago, o almeno lo sa ma non vuole dirlo. magari può saperlo la moglie Linda? o forse il suo braccio destro Dan Inosanto. infatti quando andai al suo stage a Roma, un ragazzo gli chiese come è morto Bruce e lui non rispose storcendo il viso. non si è mai scoperta la causa del decesso, forse perchè l'autopsia fu eseguita dopo 36 ore dal decesso. la morte fu dovuta per motivi naturali o agenti esterni?se è la prima ipotesi allora ci mettiamo l'anima in pace ma se è la seconda bisogna porci tante domande. Bruce non aveva solo tantissimi fan ma anche altrettanto nemici che spesso li ridicolarizzava attraverso il suo sistema di JKD. non amava le arti giapponesi che utilizzano schemi. altri nemici erano sicuramente i suoi colleghi di Kung Fu tradizionale convinti che le arti marziali cinesi dovevano essere insegnate solo ai cinesi.Bruce non era d'accordo e apri una palestra dove insegnava l'arte del Kung Fu cn tanto di tecniche segrete. altri nemici li aveva nel mondo del cinema. si rifiutava di lavorare ancora con persone che lo avevano aiutato a diventare famoso mettendoli da parte dal mondo del successo.


scartate le ipotesi di sostanze prese da Bruce, le cause del decesso non sono mai state trovate. qualcuno pensa che sia stato un esperto di punti vitali. il produttore infatti disse che gli attori del film "I Tre dell'Operazione Drago" furono reclutati per le strade di Hong Kong e si pensi che forse uno di loro poteva essere un esperto di punti vitali con il compito di uccidere Lee con una tecnica a effetto ritardato.

non è da scartare l'ipotesi di avvelenamento. vi ricordo che l'autopsia fu effettuata solo 36 ore dopo dalla sua morte. perchè? la salma fu portata prima in Cina per poi essere sepolto a Seattle e alcuni veleni scompaiono nel giro di alcune ore.riassumendo chi poteva volerlo morto:


1. La mafia cinese
2. Produttori o persone del mondo del cinema
3. Maestri di Kung Fu tradizionale
4. Maestri Giapponesi
5. Mestri offesi pubblicamente


tante possono essere le ipotesi, tanti possono essere stati i modi con i quali è stato ucciso, ma io preferisco ricordarlo non per questi punti interrogativi ma come un grande uomo di vita e re delle arti marziali..


stessa sorte toccata al figlio, Brandon, ucciso sul set del film "Il corvo" quando secondo il copione doveva beccarsi una pallottola dal cattivo ma che in realtà la pallottola era vera.. e muore per davvero!!perchè? e da chi?non si sa neanche questo. Bruce ha anche una figlia e che io sappia non è che la vedo molto su internet, so che combatte anche lei ma non so se è brava.. ovviamente nessuno può essere paragonato a lui, nemmeno i suoi figli.Brandon nel film sembra bravo ma il padre ha uno stile molto + tradizionale..

fonte: http://infinitipensieri.myblog.it/arti_marziali

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kowloon
post Oct 23 2007, 07:49 PM
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FRASARIO DI BRUCE

http://www.menphis75.com/bruce_lee.htm
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kowloon
post Oct 23 2007, 07:50 PM
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Bruce Lee. Vita di un drago (1ª parte)
Lee Jun Fan, al secolo Bruce Lee, nacque al Jackson Street Hospital situato nella Chinatown di San Francisco (U.S.A.), il 27 Novembre del 1940 durante l'anno cinese del Drago, tra le 6:00 e le 8:00 del mattino (ora del drago). In quei giorni, suo padre, Lee Hoi Chuen, e sua madre (Grace), si erano trasferiti per lavoro negli Stati Uniti D'America, Lee Hoi Chuen era infatti impegnato a recitare in una tournee della "Cantonese Opera Company". A soli tre mesi, il piccolo Lee Jun Fan, debuttò come attore in Jimmen nu/Golden Gate Girl a San Francisco, recitando il ruolo di una bambina in braccio a suo padre.

All'età di 1 anno Bruce si trasferì con i suoi genitori nella casa al 218 di Nathan Road, distretto di Kowloon, ad Hong Kong la città della sua famiglia.

Dall'età di 6 anni Bruce recitò in numerosi film prodotti ad Hong Kong ed in altri paesi dell'Asia, durante la lavorazione di decine di pellicole egli sviluppò quell'espressività intensa che avrebbe caratterizzato il suo personaggio nei film dedicati al Kung Fu. Curiosamente, in molti dei film che interpretò durante la sua infanzia e la sua adolescenza, Bruce Lee indossava gli occhiali. Solo più tardi un amico oculista gli suggerì di utilizzare le lenti a contatto.

Il giovane Bruce divise la sua vita di attore con quella di studente, a 12 anni si iscrisse al La Salle College di Hong Kong. A queste due occupazioni, nel 1953 se ne aggiunse un'altra che avrebbe cambiato il corso della sua vita. A 13 anni, non molto alto e magrissimo, fu infatti malmenato da una banda di teppisti e decise di studiare il Kung Fu come tecnica di difesa personale. Il suo maestro fu Sifu Yip Man, esperto nel sistema Wing Chun.

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kowloon
post Oct 23 2007, 07:50 PM
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Bruce Lee. Vita di un drago (2ª parte)
All'età di 21 anni si iscrisse all'Università come studente di filosofia e solo 2 anni dopo, in compagnia dell'amico Doug Palmer, fece ritorno ad Hong Kong dopo 5 anni di assenza per una visita ai suoi genitori.

Dopo il suo ritorno negli Stati Uniti, il 25 Ottobre del 1963, conobbe Linda Emery, sua futura moglie. Poco dopo quest'incontro, Bruce lasciò il suo lavoro di cameriere presso il ristorante di Ruby Chow e fondò la sua scuola di arti marziali: il Jun Fan Kung Fu Institute. Le iscrizioni alla scuola erano aperte a tutti, senza distinzione di sesso, razza o colore della pelle, una decisione in aperto contrasto con l'usanza di molte scuole dell'epoca che permettevano l'iscrizione soltanto agli asiatici.

Nel 1964 Bruce si recò ad Oakland per aprire una seconda scuola di arti marziali. Nello stesso anno sposò Linda Emery a Seattle e si trasferì definitivamente a Oakland con la moglie.

La fama di Bruce Lee cominciava così a diffondersi e, sempre nel 1964, fu invitato da Ed Parker, noto produttore televisivo americano, per una dimostrazione delle sue capacità marziali. Durante questa dimostrazione incontrò alcuni produttori di Los Angeles per i quali fece un provino destinato ad una serie televisiva.

Il 1965 fu un anno fondamentale nella vita di Bruce Lee, infatti, egli fu sfidato da Wong Jack Man, uno dei più importanti praticanti di Kung Fu in America. I termini della sfida furono questi: chi dei due avesse perso avrebbe visto chiudere la propria scuola.

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kowloon
post Oct 23 2007, 07:51 PM
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Bruce Lee. Vita di un drago (3ª parte)
Nel 1969, Linda diede alla luce una bambina a Santa Monica: Shannon, secondogenita di casa Lee. Ma, come accadde nel periodo della nascita di Brandon, anche quello successivo alla nascita della piccola non fu uno dei più fortunati per Bruce. All'età di trent'anni, nel 1970, egli subì un incidente che gli arrecò gravi danni al nervo sacrale. Gli allenamenti divennero insopportabili a causa di forti spasmi e continui dolori alla schiena. Secondo il parere dei medici che lo ebbero in cura, Bruce non sarebbe mai più stato in grado di praticare le arti marziali.

Durante il periodo di ricovero, egli decise di mettere per iscritto le tecniche di combattimento e di allenamento del Jeet Kune Do, completandole con i fondamenti filosofici che considerava alla base di questa disciplina. Quest'opera, intitolata "Il Tao del Jeet Kune Do", fu pubblicata soltanto dopo la sua morte per volontà di Linda.

Nel 1971, ripresosi dall'incidente che lo aveva costretto ad un lungo ricovero forzato, Bruce si recò in India con James Coburn per la realizzazione di un film intitolato The Silent Flute. In questo paese egli trovò ispirazione per la realizzazione di un'altra pellicola: Game of Death. Presto Coburn abbandonò il progetto e Bruce fu assorbito da diversi impegni.

A 31 anni, la fama conquistata ad Hong Kong grazie al serial The Green Hornet, gli valse un incontro con Raymond Chow, proprietario di una compagnia di produzione cinematografica. Chow gli offri una parte in un film intitolato The Big Boss e Bruce accettò, decidendo di tornare a vivere a Kowloon in una casa sita in 2 Man Wan Road. Così, anche Brendon, 15 anni dopo il padre, finì per frequentare il La Salle College di Hong Kong.

fonte: http://www.scuolainteriore.it/brucerest/brucerest.htm

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La fine di Bruce Lee
Il 10 maggio del 1973 Bruce si trovava nello studio di doppiaggio della Golden Harvest ad Hong Kong per ultimare i lavori sul sonoro di Enter the Dragon. La giornata era particolarmente calda, umida e afosa, ma fu necessario tenere spento l'impianto di condizionamento dell'aria per evitare che qualche rumore disturbasse le registrazioni.

Bruce Lee, quel giorno, non appariva particolarmente in forma. I suoi collaboratori attribuirono le cause del suo evidente stato di esaurimento psico - fisico alle pesanti condizioni climatiche e alla durezza dei lavori di Enter the Dragon, quindi non compresero quanto fossero critiche le condizioni di salute dell'attore in quel momento.

Interrompendo l'attività dello studio, Bruce si recò al bagno per lavarsi la faccia, ma fu colto da malore e cadde sul pavimento della toilette. Non fu però uno svenimento, infatti, quando Bruce vide avvicinarsi un inserviente mandato a cercarlo a causa del suo ritardo, fece finta di essersi semplicemente inchinato per cercare gli occhiali che gli erano caduti. Forse Bruce non intendeva allarmare i suoi collaboratori, o forse non prese particolarmente sul serio il malore che lo aveva colpito, fatto stà che cercò di far ritorno allo studio di doppiaggio. Non ci riuscì. A pochi passi dall'entrata svenne, fu assalito da forti conati di vomito, tremori e convulsioni, tra l'altro manifestava evidenti difficoltà respiratorie. Raymond Chow, informato dell'accaduto decise di chiamare un medico, e Bruce fu ricoverato nell'ospedale più vicino.

Quando Linda venne informata del malore che aveva colpito Bruce, si recò in ospedale convinta che la situazione non fosse particolarmente grave, le avevano parlato di un semplice imbarazzo di stomaco.

Quando vide Bruce, comprese che la situazione era molto più grave di quanto non le avessero fatto credere: il marito era in preda alle convulsioni. Il Dott. Langford, che lo aveva in cura in quel momento, le confessò che le condizioni di Bruce erano preoccupanti e che avrebbe potuto presentarsi la necessità di una tracheotomia.
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post Oct 23 2007, 07:52 PM
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Il mistero della morte di Bruce Lee
Molte biografie di Bruce Lee parlano della sua morte come di un fatto misterioso ed inspiegabile. Sono state fatte tantissime ipotesi riguardanti i motivi di questa tragica e prematura scomparsa, alcune troppo fantasiose e campate in aria per essere attendibili. Contrariamente a quanto si possa pensare, esiste una versione ufficiale che spiega le circostanze che hanno portato alla morte di Bruce Lee, si tratta però di una spiegazione tanto semplice quanto terribile, una vera e propria morte "accidentale", che probabilmente, proprio per via della sua semplicità, è stata rifiutata dalla maggior parte dei suoi fans.

Abbiamo parlato delle numerose ipotesi formulate attorno alla fine di Bruce Lee. Vale la pena di riportarne alcune con l'avvertenza che nessuna di esse è stata mai supportata da alcuna prova:

1. Bruce sarebbe stato vittima di un complotto omicida. E' noto che la volontà del campione di diffondere la cultura delle arti marziali presso gli Occidentali non venne accolta favorevolmente dalle scuole più tradizionaliste. Se poi, si aggiunge il fatto che il Jeet Kune Do rappresentava una vera è propria rivoluzione nel mondo delle arti marziali, che per millenni aveva seguito le stesse ferree regole di condotta, potremmo pensare che per alcuni ambienti particolarmente fondamentalisti la figura di Bruce fosse talmente scomoda da giustificare un omicidio.
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Il Jeet Kune Do
Il Jeet Kune Do, conosciuto anche come Jeet Kun Do o semplicemente JKD, è un termine che letteralmente significa "via per intercettare un pugno" e indica una disciplina marziale creata da Bruce Lee e e codificata nel suo libro intitolato "Tao del Jeet Kune Do".

Il Jeet Kune Do nacque come summa delle numerose esperienze marziali affrontate dal Piccolo Drago durante la sua vita da praticante; in questa disciplina, infatti, vengono combinate le tecniche di combattimento più efficaci derivanti da diverse tipologie di arti marziali: i pugni del Wing Tjun, i calci del Kung Fu e molte altre tecniche provenienti dagli stili più disparati come la Boxe Tailandese, il Savate francese fino ad arrivare al Pugilato occidentale e al Wrestling americano.

Nelle intenzioni di Bruce Lee, il Jeet Kune Do non doveva costituire soltanto un sistema di combattimento che compendiasse le altre arti marziali, il campione infatti cercò di creare uno stile "semplificato", completamente concentrato sull'efficacia delle tecniche e degli allenamenti, che permettesse al praticante di ottenere il massimo da ogni esercizio. Per far questo, dal JKD vennero eliminati molti aspetti "complementari" esistenti nelle altre arti marziali che secondo Bruce potevano ostacolare e spesso rallentavano l'atleta nel raggiungimento dell'obbiettivo finale: la perfetta conoscenza e padronanza di se stesso (da qui la definizione del Jeet Kune Do come Arte senza Arte).

La consapevolezza delle proprie capacità e la capacità di guardare dentro se stessi, dovevano essere per Bruce Lee i due pilastri fondanti di questa disciplina. Il praticante doveva imparare a conoscersi a fondo, isolare i propri limiti e superarli. In questa impostazione filosofica, ritroviamo molti concetti riguardanti "il muntamento" propri del Taoismo e la disciplina interiore di derivazione Confuciana. Nello stesso tempo, le tecniche del JKD erano improntate su un concetto di "flessibilità" e "adattabilità" alle situazioni atte a temprare nell'atleta un carattere libero da schemi prefissati.

fonte: http://www.scuolainteriore.it/brucerest/jeet_kune_do.htm

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Bruce Lee: filmografia completa
Riportiamo di sotto la filmografia completa di Bruce Lee.

Il suo rapporto con il cinema fu notoriamente molto stretto, non solo per via del fatto di essere figlio d'arte.

Infatti, la sua prima apparizione cinematografica risale al suo terzo mese di vita. Rimandiamo il lettore alla sezione Kung fu movies per le schede complete dei suoi film marziali.


Golden Gate Girl (Jimmen nu, 1941)

The Beginning of a Boy ( Fu guy fu yun, 1946 )

My son A-Chan ( 1948 )

The Kid ( Xilu Xiang, regia di Feng Feng, 1950 )

Infancy ( Ren zhi chu, regia di Qin Jian, 1951 ) A mother's tears ( Zimu Lei, regia di Qin Jian, 1953 )

Blame it on father ( Fu zhi guo, regia di Sun Wen, 1953 )

Countless families ( Qianwan Renjia, regia di Zhu Ji, 1953 )

In the face of demolition ( Weile Chunxiao, regia di Li Tie, 1953 )

An orphan's tragedy ( Guxing Xuelei, regia di Zhu Ji, 1955 )

We owe it to our children ( Ernu Zhai, regia di Qin Jian, 1955 )

Orphan's song ( Guer Xing, regia di Li Jie e Qian Da shu, 1955 )

The wise guys who fool around ( Zathian Nafu, regia di J. Weiguang, 1956 )

Too late for divorce ( Zaozhitang Wu Cho Wu Jia, regia di J. Weiguang, 1956 )

Thunder and rain/thunderstorm ( Leiyu, regia di Wu Hui, 1957 )

The orphan ( Renhai guhong, regia di Li Chenfeng, 1958/60 )

The Green Hornet ( In Italia:Il Calabrone verde, telefilm, 26 episodi, 1966/1967 )

Batman ( telefilm, due apparizioni, 1965/1967 )

A piece of Action ( 1967 )

Batman's satisfaction ( 1967 )

Ironside ( telefilm, un episodio, 1967/1974 )

Blondie ( telefilm, un episodio, 1968 )

Arrivano le mogli ( telefilm, un episodio,1968/69 )

Marlowe ( In Italia: L'investigatore Marlowe, 1969 )

Longstreet ( telefilm, 4 episodi, 1970/71 )

The Big Boss ( In Italia: Il furore della Cina colpisce ancora, 1971 )

Fist of Fury ( In Italia: Dalla Cina con furore, 1972 )

The Way of The Dragon ( In Italia: L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente, 1972 )

Enter the Dragon ( In Italia: I 3 dell'Operazione Drago, 1973 )

Game of Death ( In Italia: L'ultimo combattimento di Chen, 1978 )
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kowloon
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Kung fu movies
The Big Boss ( In Italia: Il furore della Cina colpisce ancora, 1971 )

Sceneggiatura: Lo Wei
Regia: Lo Wei
Produzione: Raymond Chow
Cast: James Tien, Nora Miao, Angela Mao
Durata: 108 minuti circa


Storia: Il film è ambientato in Thailandia, a Bangkok. Bruce recita il ruolo di un giovane che prima di lasciare la Cina per trasferirsi in Thailandia presso dei parenti, promette alla madre di non fare mai uso della violenza. dopo aver trovato lavoro presso una fabbrica di ghiaccio a Bangkok, il ragazzo viene insospettito dalle misteriose scomparse di alcuni suoi colleghi. Indagando, scoprirà i traffici illeciti del suo datore di lavoro e dovrà lottare fino all'ultimo sangue per difendere la propria vita. Gallery >>

Fist of Fury ( In Italia: Dalla Cina con furore, 1972 )

Sceneggiatura: Lo Wei
Regia: Lo Wei
Produzione: Raymond Chow
Cast: James Tien, Nora Miao, Angela Mao
Durata: 101 minuti circa


Storia: Il film è ambientato a Shangai, in Cina, nei primi del '900. Bruce recita la parte di un praticante di arti marziali a cui hanno ucciso il maestro. Durante i funerali dell'uomo, alcuni Giapponesi insultano Bruce e i suoi compagni cinesi. Infuriato, il campione sfida la scuola di arti marziali a cui appartengono i suoi avversari. Scoprirà durante la sua lotta che il suo maestro è stato ucciso dai Giapponesi e combatterà fino ad ottenere la sua vendetta. Gallery >>

The Way of The Dragon ( In Italia: L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente, 1972 )

Sceneggiatura: Bruce Lee
Regia: Bruce Lee
Produzione: Raymond Chow
Cast: Nora Miao, Jon T. Benn, Chuck Norris
Durata: 96 minuti circa


Storia: il film è ambientato in Italia a Roma. Bruce recita il ruolo di un ragazzo che emigra dalla Cina per andare a lavorare nel ristorante romano dei suoi parenti. Dei criminali minacciano Bruce e gli altri lavoratori del ristorante terrorizzando i loro clienti. Le capacità da combattente del campione costringono il capo dei criminali a chiedere l'aiuto di alcuni esperti di arti marziali. La lotta si concluderà con un'epica sfida tra Bruce Lee e Chuck Norris nella splendida cornice del Colosseo. Gallery >>

Enter the Dragon ( In Italia: I 3 dell'Operazione Drago, 1973 )

Sceneggiatura: Paul Heller
Regia: Robert Clouse
Produzione: Fred Weintraub
Cast: John Saxon, Jim Kelly, Shih Kien
Durata: 99 minuti circa


Storia: Bruce è uno studente Shaolin che viene contattato dall'FBI per collaborare nelle indagini su un losco uomo d'affari chiamato Shih Kein, che ha organizzato un torneo di arti marziali nella sua isola personale. Bruce scoprirà i loschi traffici di Shih Kein, fino alla lotta finale contro l'uomo d'affari nella sala degli specchi, uno dei combattimenti più belli nella storia dei Kung Fu movies. Gallery >>

Game of Death ( In Italia: L'ultimo combattimento di Chen, 1978 )

Sceneggiatura: Bruce Lee
Regia: Bruce Lee / Robert Clouse
Produzione: Raymond Chow
Cast: Dan Inosanto, Kareem Abdul Jabbar
Durata: 100 minuti circa


Storia: Bruce Lee girò solo poche scene di questo film. La storia di G.O.D. si basa su un'idea del campione che ispirandosi alla struttura di un tempio indiano pensò ad un film in cui un combattente dovesse affrontare una serie di avversari in un crescendo di difficoltà. Le poche scene in cui è presente sono comunque molto gradevoli. Gallery >>
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kowloon
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Libri su Bruce Lee
Scuolainteriore.it presenta un vasto catalogo di libri dedicati alle Arti Marziali e alla Filosofia Orientale.

La mia Via al Jeet Kune Do. Vol. 1: Manuale pratico del Jeet Kune Do.
Questo volume, vera pietra miliare, costituisce la presentazione completa dell'arte del Jeet Kune Do di Bruce Lee. Lo sviluppo di questa forma di arte marziale, i suoi principi, le tecniche fondamentali e i programmi delle lezioni vengono qui presentati con le parole dello stesso Lee. Non mancano schemi esplicativi, considerazioni sulla natura del combattimento e sull'importanza di un atteggiamento mentale positivo per la pratica. In aggiunta, vi è una serie di "Domande che ciascun artista marziale deve fare a se stesso" che Lee si pose nell'intento di approfondirle come parte del suo sviluppo personale, e che saranno di prezioso aiuto a chiunque segua la via delle arti marziali.
La mia Via al Jeet Kune Do. Vol. 2: Il Tao del Kung Fu.
Questo volume presenta, nella prima parte, i saggi di Bruce Lee, scritti poco più che ventenne, che testimoniano questo suo percorso giovanile di studio delle radici della tradizione marziale cinese, dalla quale trasse in seguito una personale interpretazione. Nella seconda parte dell'opera (Le parole del Drago) è presentata un'antologia di rare interviste, apparse su giornali e riviste dal 1958 al 1973, che rivelano un Bruce Lee a molteplici dimensioni: un pensatore profondo, un praticante di arti marziali straordinariamente esperto, un essere umano carismatico e affascinante.
Vera vita di Bruce Lee. Storia, ambizioni e caduta di uno spirito guerriero
Oggi il kung fu è una grammatica universale che ha invaso il cinema di ogni paese, e non c'è film d'azione o thriller che non veda l'intervento di esperti coreografi di arti marziali. Come è nato tutto questo? Come si è sviluppato il mito delle arti marziali, di antichissima origine, nella cultura di massa? Questo libro racconta la vera vita di Bruce Lee, l'uomo alle cui ambizioni si deve la popolarità internazionale del kung fu, e che ha aperto la strada a un'intera generazione di attori e registi. Perfezionista fino alla megalomania, generosissimo con gli amici, persino ingenuo, Bruce Lee voleva un confronto alla pari tra la cultura popolare cinese e quella occidentale. La storia del cinema, dopo la sua morte, gli ha dato ragione.

Bruce & Brandon Lee. Nel nome del drago
Il libro mette a confronto due miti del cinema e degli appassionati delle arti marziali: Bruce Lee, il Piccolo Drago, e Brandon Lee, il Corvo. L'autore cerca di capire come mai, un quarto di secolo dopo, Bruce Lee sia ancora così popolare da essere annunciata la sua resurrezione cibernetica in un film del costo di 80 miliardi. Cerca anche di chiarire chi fosse Brandon Lee e quali incredibili circostanze abbiano fatto sì che seguisse il tragico destino del padre, a vent'anni dalla sua scomparsa. Avvalendosi di aneddoti, interviste, testimonianze, Lorenzo De Luca racconta la saga del Drago e del Corvo, araldi del kung fu e della magia del cinema, ma anche vittime sacrificali del principio secondo il quale "lo spettacolo deve continuare".

Kung fu wing chun. L'arte dell'autodifesa cinese
L'autore, già allievo e assistente di Bruce Lee, ha avuto la possibilità di studiare le tecniche delle più rinomate scuole cinesi, apprendendone tutte le varianti didifesa e d'attacco. In questo libro, dedicato agli appassionati e praticanti di arti marziali, l'autore ha raccolto tutte le proprie conoscenze ed esperienze sul Kunf Fu Wing Chun, trasmessegli da Bruce Lee.

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La tv di Stato produrrà 40 puntate sull'attore che fu bandito da Mao
Nei telefilm la Cctv investirà 6,5 milioni di dollari, un budget da kolossal
La Cina riabilita Bruce Lee
Un serial per l'eroe del kung fu
PECHINO - Mao Zedong li aveva messi al bando come una sottocultura di evasione, borghese e decadente, ma quei film facevano furore tra i cinesi della diaspora. Diffusi quanto il buddismo e il confucianesimo, divennero una passione nazionalpopolare e un linguaggio comune capace di unire i cinesi in tutti gli angoli del mondo. Ora la Cina riabilita con tutti gli onori Bruce Lee, il re dei film di kung fu scomparso 34 anni fa, trasformandolo addirittura in una icona dell'identità culturale del paese.

La televisione di Stato Cctv ha investito 6,5 milioni di dollari - un budget da kolossal per i costi cinesi - per portare al termine la produzione di una serie di 40 puntate sulla sua vita, finita in tragedia e tuttora circondata di misteri. La biografia di Bruce Lee andrà in onda settimanalmente, in orari di massimo ascolto, fino a concludersi a ridosso delle Olimpiadi del 2008. L'attesa è tale che l'attore scelto per impersonare il maestro del kung fu, Chen Guokun, ha passato gli ultimi mesi a cercare di ingraziarsi amichevolmente la vedova e la figlia: guai se il serial dovesse essere macchiato da critiche o polemiche sulla veridicità della ricostruzione.

L'apoteosi postuma che il regime di Pechino ha deciso di tributargli è uno scherzo della sorte per Bruce Lee, che con la Cina reale del suo tempo ebbe un rapporto a dir poco distante. Era figlio di oriundi e nacque nella Chinatown di San Francisco: Lee è la tipica trascrizione che i funzionari dell'anagrafe americana imponevano d'ufficio agli immigranti cinesi di cognome Li. Nel 1941 i suoi genitori rientrarono a Hong Kong, all'epoca sotto l'impero britannico. Lee da adolescente si dedicò con ardore allo studio delle antiche arti marziali cinesi, forse allo scopo di difendersi dalle vessazioni di compagni di scuola più robusti: vera o no, la leggenda corrisponde alla vocazione dei monaci shaolin, custodi delle arti marziali. E' lo spirito riflesso nei suoi film, dove la maestrìa del kung fu è sempre al servizio dei più deboli.

Al cinema Lee approdò per puro caso dopo il ritorno negli Stati Uniti e gli studi universitari di filosofia, perché trovò lavoro a Hollywood come maestro di acrobazie e di lotta per due star del calibro di Steve McQueen e James Coburn. Ma nelle trame dei film americani le arti marziali potevano occupare solo un ruolo marginale, il tentativo di farne il centro della storia fu un fallimento (erano ancora lontani i tempi di Quentin Tarantino e "Kill Bill"). Solo ritornando a Hong Kong trovò la casa di produzione Golden Harvest che gli diede il ruolo dei suoi sogni.

Bastarono tre soli film, realizzati all'inizio degli anni Settanta, per fare di Bruce Lee "la leggenda", imponendolo per la sua perizia tecnica e la spettacolarità delle azioni. Il filone del kung fu è proliferato all'infinito grazie a di lui, ma Lee non ha avuto il tempo per raccogliere molti onori. Morì all'improvviso all'età di 32 anni, nel 1973. Ufficialmente fu vittima di un edema cerebrale, ma la causa della sua morte ha dato luogo a interminabili speculazioni tra le generazioni dei suoi fan nel mondo.

Per capire le ragioni del suo revival consacrato dalla tv di Stato di Pechino - e preceduto dall'emissione di un francobollo commemorativo - si può tracciare un parallelo con la sorte di un grande scrittore, Jin Yong, di cui in Italia la casa editrice Pisani ha tradotto di recente il romanzo "Volpe Volante della montagna innevata". Pseudonimo dell'82enne Cha Liang Yong, Jin Yong rappresenta la versione colta e letteraria dello stesso fenomeno di costume. I 36 romanzi di gesta cavalleresche che ha prodotto dal 1955 al 1974 hanno avuto una diffusione con pochi precedenti al mondo: almeno cento milioni di libri venduti nella Cina popolare, decine di milioni a Hong Kong, Taiwan, in tutta la diaspora dal sud-est asiatico alle Chinatown di New York e San Francisco. Ovunque ci siano dei cinesi nel mondo ci sono i libri di Jin Yong. E' stato vietato ai tempi della Rivoluzione culturale ma il successore di Mao, Deng Xiaoping, era un suo avido lettore. Per l'uso delle arti marziali come una metafora delle lotte di potere e della rivolta contro il male, per la dettagliata ricostruzione degli scenari storici, per la solidità del suo stile e la padronanza del ritmo avventuroso, Jin Yong è quanto di più si avvicina a un moderno Alexandre Dumas cinese. Ha rilanciato e rinnovato uno dei generi più antichi della letteratura cinese: il "wuxia", storie di cavalieri erranti e di società segrete, di monaci-eroi e arti marziali. Il genere "wuxia" era stato messo all'indice da Mao che lo definì un "inquinamento spirituale", oggi dilaga nelle librerie di Pechino e Shanghai.

Quello che Jin Yong ha colto, e poi Bruce Lee ha tradotto nel più popolare linguaggio cinemtografico, è il bisogno di definire un'identità cinese, l'urgenza per il popolo più antico del pianeta di riappropriarsi della storia e della cultura aggredite prima dalle Guardie rosse, poi dalla globalizzazione. Oggi quest'operazione di scavo nella memoria popolare non è più maledetta, anzi sembra un investimento che sta a cuore al regime di Pechino.
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post Oct 23 2007, 08:00 PM
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L'Arte M. Wong Shun Leung Bruce Lee Wing Chun & Qi Gong Bruce Lee
Il Wing Chun di Bruce Lee e Wong Shun Leung
tratto dall'articolo pubblicato su Budo nel mese di giugno 2004



Bruce come Wong
“Quando ho visto una cassetta di Wong Shun Leung in cui eseguiva la prima forma e dimostrava varie tecniche mi fu chiaro da dove veniva la maggior parte del sistema combattivo di Bruce perchè si muoveva proprio come Wong”.
Queste sono parole di Jesse Glover, il primo allievo di Bruce Lee. A detta della maggior parte degli studiosi dell’arte del Piccolo Drago, Jesse Glover è stato ed è il più forte combattente tra gli allievi di quest’ultimo.
Questi gli insegnò il Chi Sao (mani appiccicose) e naturalmente i fondamentali del Wing Chun, l’arte che Bruce Lee apprese ad Hong Kong nella scuola del Grand Master Yip Man.

Wong maestro di Bruce Lee
Il giovane Bruce Lee fu presentato al G.M. Yip Man in un periodo in cui Wong Shun Leung era già famosissimo ad Hong Kong ed anche in Cina, per i Beimo (combattimenti reali) che aveva sostenuto e vinto contro esperti e maestri delle più disparate arti marziali.
Quando Wong Shun Leung divenne allievo del G.M. Yip Man, questi disse: “Wong renderà famosa la nostra arte marziale ad Hong Kong in un anno”.
Aveva chiaramente individuato il suo eccezionale talento ed era sicuro che questi avrebbe reso un enorme servizio alla propria scuola.
Tuttavia il Gran Maestro rimase sorpreso dalla formidabile abilità del suo pupillo in quanto questo dopo solo sei mesi di allenamento sfidò tutti i maestri del Wing Chun di Hong Kong che non appartenevano alla famiglia di Yip Man e li sconfisse tutti.
Il quel periodo funzionava così!
Wong divenne meritatamente l’assistente diretto nella scuola del G.M. Yip Man e vi rimase fino alla morte del suo maestro. Molti altri allievi preferirono abbastanza presto aprire una loro scuola, ma Wong decise di stare vicino ad Yip Man per tutta la vita di quest’ultimo.
La loro grande fama attirò il giovane Bruce Lee, che fu affidato dal G.M. a Wong.

Wong introduce Bruce Lee ai combattimenti reali (“beimo”)
In quegli anni era molto duro praticare arti marziali ed ancor di più esserne un insegnante.
Frequentemente avvenivano sfide tra maestri di arti marziali diverse o appartenenti alla stessa arte ma di differente genealogia. L’imperativo era quello di mantenere alto l’onore della propria scuola.
Non solo i maestri ma anche i praticanti più o meno avanzati si mettevano alla prova nei Beimo. Il G.M. Yip Man incoraggiava questo atteggiamento.
Il primo Beimo di Bruce Lee avvenne contro un praticante di Choi Lee Fat, altro stile di Kung Fu molto rappresentato in quella città.
Il giovane Bruce voleva gettare la spugna: con un occhio nero la fiducia in sè stesso stava venendo meno. Wong era il suo trainer dall’angolo e gli disse di continuare: gli diede qualche dritta e Bruce vinse!
Quell’episodio fu determinante per il futuro del Piccolo Drago. Se si fosse ritirato e se ad accompagnarlo non ci fosse stato il suo maestro, probabilmente non avrebbe avuto un futuro marziale così esaltante!

Bruce in America
Joe Lewis, campione di Karate e di Kick Boxing, allievo del Piccolo Drago, ha dichiarato: “Bruce usava molto l’arte chiamata Wing Chun”. Un altro suo allievo, James De Mille, ha detto: “Bruce conosceva il Wing Chun, un efficacissimo street-fighting molto conosciuto nella sua città natale”.
Di fatto egli non abbandonò mai la sua arte di origine!
Jesse Glover ricorda: “Quando Bruce arrivò negli USA nel 1959, conosceva all’incirca il 60% della forma dell’Uomo di Legno, la prima forma ed alcune parti della seconda e della terza forma, ma il suo allenamento non sarebbe finito lì”.
Il Piccolo Drago cercò in tutti i modi di progredire nella sua arte, cercando di attingere dalla scuola madre di Hong Kong. Ma aveva infranto alcune regole fondamentali della comunità cinese del periodo, per cui Yip Man non volle e Wong Shun Leung dovette rispettare la volontà del suo maestro.
Bruce andò a chiedere di filmare la terza forma (Biu Tze) con una videocamera, ma non gli fu concesso nemmeno quello.

La reazione del Piccolo Drago
Wong Shun Leung e Bruce rimasero comunque amici per tutta la vita.
Wong fu consulente nelle scene di combattimento del film “I tre dell’operazione drago”.
L’ambizione di Bruce non gli permetteva di fermarsi. Continuò a studiare l’ ”Eterna Primavera della Giunca Rossa” da un amico del padre, un ballerino dell’opera cinese chiamato Fook Young. Questi era una stella dell’opera dall’età di 10 anni e aveva dovuto apprendere moltissimi stili di Kung Fu per motivi di copione.
Parallelamente si allenava con atleti occidentali ed iniziò a sperimentare: nacque il Jeet Kune Do.

La superiorità di Wong Shun Leung
Non si perse mai il contato tra maestro e discepolo, soprattutto da un punto di vista epistolare.
Quando Bruce andava ad Hong Kong parlava col suo insegnante per ore ed ore di strategie di combattimento.
Jesse Glover ha scritto in un articolo: “Quando Bruce tornò ad Hong Kong per la seconda volta, l’unica persona che aveva una chance di fermare un suo attacco era Wong Shun Leung”.
Questa affermazione la dice lunga sulle capacità combattive di Wong Shun Leung.
È evidente che il Piccolo Drago abbia parlato estremamente bene dell’arte e della abilità del suo insegnante.
I miei maestri mi hanno detto che l’ultima volta che Bruce incontrò Wong, i due iniziarono a fare uno sparring amichevole e malgrado la notevole differenza di età, Bruce si fermò presto dichiarando di non poter fare nulla contro di lui.

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post Oct 23 2007, 08:02 PM
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Anno 1940:
Il 27 Novembre nasce all'ospedale di Chinatown di San Francisco Bruce Lee. S uo padre era un cinese di nome Lee Ho Chun, famoso attore dell'opera cantonese. Sua madre era un'americana di nome Grace. Bruce fu il quarto di cinque fratelli e in realtà il suo vero nome era Lee Yun Fan. Fu un'infermiera del reparto di maternità dell'ospedale in cui nacque che scrisse sul certificato di nascita un nome americano: Bruce Lee. E poiché nacque nell’anno cinese del drago e nell’ora del drago, molti anni dopo, quando ormai era un noto attore, assunse lo pseudonimo Lee Siu Loong, ossia: Lee il Piccolo Drago.
Anno 1941:
La famiglia Lee, dopo pochi mesi dalla nascita di Bruce, si trasferisce a Hong Kong, il loro paese d'origine.
Anni 1946-53:
In questi anni Bruce frequenta la scuola elementare San Francesco Saverio e la scuola media Collegio Salle ad Hong Kong. Durante questo periodo, sin da da quando aveva soltanto tre mesi di vita, è scritturato per parecchi film, in cui, in principio fa la comparsa per poi interpretare spesso il ruolo di un monello di strada ed in cui inizia a mettere in luce il suo non comune talento d’attore.
Anni 1954-59:
Bruce frequenta le scuole superiori e contemporaneamente studia intensamente il Kung Fu, stile Wing Chun, sotto la guida del famoso maestro Yip Man. Ecco che in questi anni Bruce capisce quel è la sua vera vocazione, ossia le arti marziali. Sin dall'inizio sembra molto interessato alle lezioni e cominciava ad imparare, ed imparava in fretta! Nel 1958 Bruce vince il campionato di Hong Kong di Cha Cha Cha!
Anno 1959:
Il 1959 fu l'anno della svolta di Bruce. Nel mese d’aprile, un po' stimolo da suo padre, un po' spinto dal suo eterno sogno, quello di andare in America, Bruce ritorna a San Francisco con moltissimi progetti, fra qui quello di sfondare del cinema. Aveva 100 dollari in tasca. Appena giunto in America cominciò a guadagnarsi da vivere dando lezioni di ballo, forte del suo titolo di campione di Cha Cha Cha. Alcuni mesi dopo si trasferisce a Seattle dove lavora come cameriere in un ristorante e contemporaneamente completa i suoi studi liceali iscrivendosi all’Edison Technical School. Casualmente alcuni ragazzi del college chiedono a Bruce di insegnarli il Kung Fu. Lui fu molto entusiasta di ciò e così cominciò ad insegnare le arti marziali dapprima in un garage con i suoi amici, poi aprì una palestra in una cantina del quartiere cinese di Seattle.
Anni 1960-63:
Anche in questi anni Bruce continua l'insegnamento del Kung Fu e allo stesso tempo cerca di migliorare se stesso. Un giorno una ragazza di nome Linda Emery comincia a prendere lezioni da Bruce, la stessa Linda che diventerà sua moglie. Poi poco dopo s’iscrive alla Washington University di Seattle e nel 1963 si laurea in filosofia. Sempre nel 1963 è pubblicato il suo primo libro:" Chinese Gung-Fu - The philosophical art of self-defense " (Kung-Fu cinese, arte filosofica d’auto difesa).
Anno 1964:
Bruce sposa Linda Emery dalla quale avrà due figli: Brandon e Shannon. Si trasferisce ad Oakland in California. In quell’avvincente ambiente, nuovo per lui, comincia lo studio dei principi fondamentali d’altri stili di Kung Fu e di varie arti marziali e sport da combattimento sia orientali che occidentali, come per esempio le tecniche di piede dello Shaolin della Cina del nord, i bastoni filippini, le tecniche di base del Judo, del Karatè, della Lotta Libera, del pugilato ecc... Nel mese di agosto, invitato da un suo amico, Ed Parker, si esibisce in una dimostrazione all‘" International Karate Championship " di Long Beach, alla quale assistono molte personalità di Hollywood.
Anni 1964-66:
Bruce continua sempre con maggior impegno e costanza l'approfondimento di varie arti marziali, tanto da fondare un suo proprio metodo, il quale raccoglieva un po' tutti gli stili e le metodologie di combattimento di qualsiasi sport di autodifesa. Chiama questo suo metodo o stile Jeet Kune do, ossia " La via per intercettare il pugno ". Facendo ciò Bruce non voleva assolutamente indicare un nuovo stile di combattimento, ma solamente un idea. L'idea cioè di non farsi limitare da un solo stile, ma di studiare a fondo varie arti marziali, come ha fatto lui ed essere aperti a tutto ciò che è realmente efficace. Ecco nel 1966 l'inizio della sua famosa carriera di attore.Firma un contratto con la 20th Century Fox per una serie di telefilm in cui recita il ruolo di un cinese di nome Kato la serie si chiamava " The Green Hornet ", " Il Calabrone Verde ". Con questi film Bruce si fa notare in tutti gli Stati Uniti, cominciando a raccogliere fans sia negli Stati Uniti che ad Hong Kong. Assistito dal suo amico Dan Inosanto, nonché suo ex allievo, apre una palestra a Los Angeles. Molti famosi attori, fra cui Steve McQueen, James Coburn e tanti altri, divenentarono suoi allievi.Intanto continua lo studio delle arti marziali e raccoglie le sue idee in vari quaderni di appunti che verranno pubblicati postumi con il titolo " The Tao of Jeet Kune Do ", " Il Tao del Jeet Kune Do ".
Anno 1971:
Mentre tornava ad Hong Kong per la morte del padre, Bruce viene trattenuto e scritturato come attore protagonista in " The Big Boss ", " Il furore della Cina colpisce ancora ", e in " The Fist of Fury ", " Dalla Cina con Furore ", i suoi primi due film di grande successo.
Anni 1972-73:
Nel 1972 Bruce fonda insieme a Raymond Chow la società Concord Production, per la quale scrive, produce e dirige il suo terzo film: " The Way of The Dragon ", uscito in Italia con il titolo: " L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente ", nel quale ovviamente interpreta anche il ruolo principale. Subito dopo inizia a girare " The game of Death ", film rimasto incompiuto causa la sua morte, uscito qualche anno dopo in Italia con il titolo " L'ultimo combattimento di Chen ". E nel mentre gira anche il suo primo film americano, quello che l'avrebbe consacrato definitivamente in tutto il Mondo, intitolato " Enter the Dragon ", " I tre dell'Operazione Drago ", una coproduzione fra Warner Bros e Concord Production. Il 20 Luglio 1973 Bruce muore improvvisamente ad Hong Kong. Il responso ufficiale del medico fu reazione allergica causata da un medicinale, l'Equigesic, che Bruce usava per combattere frequenti emicranie. Al suo funerale ad Hong Kong parteciparono oltre ventimila persone. Il funerale in America fu molto più riservato, al quale parteciparono soltanto circa 200 persone, fra le quali gli amici e i suoi allievi, fra cui appunto James Coburn e Steve McQueen, i quali lo portarono in spalla fino al cimitero di Seattle, poco lontano dall'università. Ecco che comincia il mito di Bruce Lee il Piccolo Drago.
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Bruce Lee è nato nell'ospedale cinese di San Francisco il 27 Novembre 1940. Fu chiamato Li Jun-Fan, un nome cinese da donna, per ingannare il demone che portava via i figli alle famiglie. Suo padre Li Haijuan, era un famoso attore dell'Opera Cantonese. Sua madre, Grace Li, era una euroasiatica di religione cattolica. Il suo nome subì di nuovo un'evoluzione, cambiando in LiYuen-Kam; in seguito il nome Bruce fu suggerito alla famiglia da un dottore. Per tutti i suoi fan è e rimarrà sempre Li Xiaolong: Lee PiccoloDrago. Bruce era il quarto di cinque figli: Agnes, Phoebe, Peter e Robert. Fin da piccolo Bruce mostrava le sue doti di attore, interpretando a soli tre mesi il film "Jimmen nu/ Golden Gate Girl". Apparve anche in circa 18 film cantonesi, ma il suo sogno era l'America, dopotutto il suo idolo, James Dean, era nato lì. Si trasferì negli USA nel 1958,dove aprì alcune palestre nelle quali insegnava il suo stile di combattimento, JEET KUNE DO, frutto di anni di studio e di applicazione. Conobbe qui la donna che gli sarebbe rimasto accanto per tutta la sua, purtroppo breve, vita: Linda, la quale gli diede 2 stupendi bambini, Brandon, anche lui scomparso misteriosamente, e Shannon. Interpretò una nota serie televisiva conosciuta con il nome di "Green Hornet", nella quale interpretava Kato il fedele servitore del Calabrone Verde. Partecipò anche alla serie "LongStreet", dove insegnava al detective cieco (James Franciscus) a difendersi, senza dover ricorrere alla vista. Ebbe anche una particina nel film "L'investigtore Marlowe" di Paul Bogart. Il successo arrivò negli anni '70, quando tornò ad Hong Kong a girare "Il furore della Cina colpisce ancora". Nel '72 girò "Dalla Cina con furore", e "L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente". Nel '73 venne il film che gli rese fama mondiale "I tre dell'operazione drago", prodotto dalla Warner Bros. Purtroppo proprio ora che era giunto il successo che aveva tanto atteso scomparve. Mentre stava progettando un nuovo film, "The game of death", cadde e non si svegliò più: era il 20 Luglio 1973, aveva 32 anni. Le cause della morte sono ancora oggi sconosciute, c'è chi sostiene che abbia avuto un'emorragia cerebrale, chi ha cercato in qualche modo di infangare il suo nome attribuendogli morti non vere; comunque noi dobbiamo ricordarlo per il grande uomo che era e per essere stato l'unico capace di rivoluzionare il mondo delle arti marziali. Resta ancor oggi il più grande divo marziale mai apparso sullo schermo. Era alto 171.4 cm e pesava 63.5 kg: un grande drago in un piccolo corpo.
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