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> CHI ERA BRUCE LEE ?, BIOGRAFIE-FILMOGRAFIE-QUESITI-CURIOSITà
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kowloon
post Oct 23 2007, 08:10 PM
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Nasce al Jackson Street Hospital di Chinatown a San Francisco il 27 novembre 1940 da Lee Hoi Chuen e da Grace.

Venuto al mondo mentre i genitori erano in tournèe (il padre è un attore teatrale di una compagnia cantonese), gli venne dato il nome di Lee Jun Fan (colui che torna) per indicare la voglia di tornare a casa e di smettere di viaggiare.

Dal 1941 vive a Hong Kong. Sin da piccolo si rivela un bambino agitato (soprannominato mo si tung, quello che non sta mai fermo), ma sveglio ed intelligente e con la passione i libri.

Il suo primo sport è la danza che Bruce interrompe poco dopo l'iscrizione al College a favore di uno studio e una pratica più approfonditi delle arti marziali. La causa? Le numerose risse, che scoppiavano fuori dalla scuola per il cattivo rapporto che c'era tra studenti inglesi (Hong Kong era ancora colonia Inglese) e quelli cinesi.

Sceglie la scuola di Wing Chun del M° Yip Man, nella quale impara tecniche fisiche e "spirituali", tra le quali il pensiero taoista e le filosofie di Buddha, Confucio, Lao Tzu, e dimostrando di avere doti al di sopra del normale.

Durante una delle ennesime sfide tra i due gruppi di studenti i colpi si fanno più forti e Grace, dopo la denuncia dei genitori di uno studente colpito da Bruce, consiglia al figlio di partire per gli Stati Uniti.

Ha 18 anni e una vita da rincominciare...

Si trasferisce a Seattle dove lavora come cameriere in un ristorante, completa gli studi liceali e si laurea in Filosofia.

Nel 1964, a 24 anni, si trasferisce in California ed approfondisce la sua conoscenza delle arti marziali dedicandosi al Kali, al Judo, al Pugilato, alla lotta libera, al Karate e altri stili di Kung fu.

Durante il suo studio non dimentica i libri, arrivando a collezionare volumi su ogni genere di stile e su ogni tipo di arma.

Intanto si incomincia a delineare quello che sarà il suo "stile": il Jeet Kune Do (la via per intercettare il pugno), una variazione del Kung-fu di sua invenzione ibrida di varie arti marziali del quale pubblicherà anche un libro.

Sempre nel 1964, grazie alla vittoria di numerosi tornei, attira l'attenzione di molti registi. Poco dopo a Los Angeles inizia la sua carriera di attore con la serie televisiva "The Green Hornet".

E' l'inizio di una breve, ma intensa, carriera: Bruce reciterà in non meno di venticinque tra film e serie televisive.

Dal punto di vista privato Bruce sposa Linda Emery nell'agosto del 1964. Il primo figlio (Brandon) nasce nel febbraio del 1965 e nell'aprile del 1969 nasce la figlia Shannon.

Muore il 20 luglio 1973 in circostanze misteriose... Le ipotesi vanno dall'omcidio da parte dei maestri tradizionalisti, a quello da parte della mafia cinese, a quello da parte dei produttori cinematografici, alla droga...

Per il momento quella più accreditata pare essere quella di un edema cerebrale a causa di una reazione allergica al farmaco "Equagesic" preso dall'attore per curare l'emicrania.

«Il passato è un'illusione. Devi imparare a vivere nel presente ed accettarti per quello che sei ora.
Quello che ti manca in flessibilità e in agilità devi acquisirlo con la conoscenza e la pratica costante.» (Bruce Lee)

sensei.it

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kowloon
post Oct 23 2007, 08:11 PM
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IL MITO VIVRA' PER SEMPRE....
Bruce Lee la leggenda delle arti marziali rivivrà 33 anni dopo la sua morte e stavolta non sarà sul grande schermo ma in televisione. La televisione di stato cinese CCTV ha investito 6,5 milioni di $ in una mega produzione in 40 episodi sulla vita di Bruce Lee, prestando la massima cura nel presentare un ritratto straordinariamente positivo dell'artista considerato un eroe nazionale.
Non è stato facile selezionare il protagonista fra più di 1.000 candidati. Alla fine la scelta è caduta su Chen Guokunm che sembra assomigli in modo impessionante allo scomparso Lee.
La serie televisiva sembra abbia anche un'altra missione: promuovere l'immagine della Cina prima dei Giochi Olimpici del 2008.

cinemaz.it

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kowloon
post Oct 23 2007, 08:12 PM
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Quando si parla di Arti Marziali, non si può fare a meno di pensare a lui.
Il Mito che prende il nome di Bruce Lee, dilaga nei nostri ricordi per la spettacolarità delle sue prestazioni fisico/interpretative in quelli che son stati i primi film sulle arti marziali, famosi in tutto il mondo e che tutt'ora vengono acclamati senza eguali.

Bruce Le nasce a San Francisco, nell'anno del Drago il 27 Novembre del 1940, da qui oltre che il nome destinato all'anagrafe, rieceve anche l'appellativo di Piccolo Drago (Li Xiao Long).
All'età di 12 anni Lee studiò presso "La Salle", una scuola ad orientamento cattolico in seguito, frequentò il "S. Francis Xavier's College", e nel 1959, all'età di 18 anni, durante una festa, Lee picchiò brutalmente il figlio di un capo Triade di Hong-Kong.
Il padre preoccupato per il figlio lo mandò a vivere negli Stati Uniti da un suo vecchio Amico.
A quei tempi, tutto ciò che il giovane Lee aveva erano 100 dollari, con il titolo di campione di boxe, di campione di cha cha cha di Hong Kong e una letale preparazione nell'arte del Kung-Fu dello stile Wing Chun.
Dopo aver vissuto per un periodo a San Francisco, si trasferì in seguito a Seattle per lavorare per un altro amico di suo padre un certo Ruby Chow. Nel 1959 Lee terminò gli studi di scuola superiore a Seattle e ricevette il suo diploma dalla "Edison Technical School". Frequentò l'Università del Washington in un importante corso di teatro e partecipò ad alcune lezioni di filosofia, dove conobbe Linda Emery, che sposerà poi nel 1964. Da cui avrà in seguito i due figli: Brandon e Shannon.

Dopo aver imparato i concetti fondamentali del tai chi a 13 anni Lee prese Wing Chun con sifu Yip Man fino a 18 anni che lo allenò privatamente vistoche molti allievi di Yip rifiutavano di allenarsi con Bruce per via delle sue umili origini.
Bruce si allenò anche nella boxe e nel 1958, vinse il titolo di campione contro l'allora tre volte campione Gary Elms, con un k.o. al terzo round. Prima di arrivare alla finale contro Elms, Lee aveva battuto tre boxer al primo round.
Grazie al fratello Peter che ai tempi privileggiava nell'arte della scherma, Bruce imparò anche le tecniche di scherma occidentale. Di tale apprendimento fu inseguito influenzato per la realizzazione di un'arte marziale eclettica, battezzata col nome di "Jeet Kune Do".

Egli intuì che diversi artisti marziali non focalizzavano l'aspetto per la propria condizione fisica.
Al contrario, Bruce incluse nel suo allenamento tutti gli elementi di fitness, forza e resistenza muscolare, resistenza cardiovascolare e flessibilità. Tuttavia, Lee non si allontanò mai dai concetti tradizionali delle discipline orientali i quali focalizzavano maggiormente l'aspetto contemplativo della meditazione e la spiritualità delle arti marziali. Lee concentrò anche il suo allenamento sui muscoli addominali, che per lui erano uno dei più importanti gruppi di muscoli per chi praticasse arti marziali visto che ogni movimento complesso o meno richiede un certo grado di lavoro addominale. Per di più, gli addominali sono visti da Lee come un guscio che protegge le costole e gli organi vitali. Per temprare la pelle delle sue mani avvolte ficcava con decisione le dita in secchi pieni di pietre dure e ghiaia. Faceva circa cinquecento ripetizioni al giorno di questo esercizio per poi ritrovarsi con una castagna ben temprata e pronta a sfondare qualsiasi avversario.
Questi intensi allenamenti portarono l'efficenza di Bruce a prestazioni ben superiori di quelli che si era prefissato. Riusciva a colpire un avversario dalla distanza di un metro in soli 5 centesimi di secondo, poteva scaraventare a distanza di metri da lui avversari di massa più che notevole con un semplice pugno da corpo a corpo. E mentre a quei tempi i film di arti marziali durante i combattimenti avevano una velocità raddoppiata, a lui si chiedeva di andare più lento possibile visto che la macchina da presa a 24fps non riusciva a riprenderlo per quanto fosse veloce nelle sue azioni.[Nevan]

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kowloon
post Oct 23 2007, 08:13 PM
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E il mondo artistico conobbe il kung-fu
La leggenda è morta. Viva la leggenda. Bruce Lee è morto. Viva Bruce Lee. E' la regola del mondo dello spettacolo. E' la storia della Fenice che deve morire per riemergere dalle proprie ceneri e per brillare ancora più intensamente. La vita e la carriera di Bruce Lee sono segnate proprio da questa caratteristica: egli è riuscito a emergere scrollandosi di dosso le convenzioni ed esplorando terreni sconosciuti in cui amalgamare tematiche, personaggi e situazioni cari al mondo orientale quanto a quello occidentale. La storia della sua vita e del suo improvviso successo non è soltanto l'ennesima realizzazione di un sogno coronato, seppure per breve tempo, dal successo personale e professionale. E' qualcosa che va ben oltre. La determinazione e l'ambizione hanno portato Bruce Lee a diventare un personaggio che ha travolto, con la propria esuberanza e frenesia, un mondo che lo aveva accolto con scetticismo e diffidenza per spalancargli successivamente le proprie porte dorate.
L'esaltazione per la lotta, per il combattimento, alla continua ricerca di una coreografia al servizio dello spettacolo, fanno di Bruce Lee un personaggio che si è ritagliato un proprio spazio nel mondo chiuso di Hollywood. Straniero in terra straniera, come gli stessi personaggi che ha interpretato, in una terra di confine, custode di quei segreti e di quelle tradizioni che le comunità orientali avevano tenuto nascoste, in un universo vorace e allo stesso tempo diffidente nei confronti delle diversità culturali.
In Italia il primo film ad essere distribuito è "Dalla Cina con furore" ('Fist of Fury, 1972'), mentre, per vedere "Big Boss", girato precedentemente, si deve attendere ancora qualche mese. In Italia il film esce con il titolo "Il furore della Cina colpisce ancora".
Lee interpreta Chen, un lottatore che giunge in un piccolo paese della campagna thailandese. Lì inizia a lavorare nella fabbrica di Mii (interpretato da Han Ying Chie, attore piuttosto noto e maestro d'armi) che dietro la facciata di onesto uomo d'affari nasconde l'anima di un brutale malvivente senza scrupoli che traffica in stupefacenti. Il film mette in evidenza una serie di tematiche che saranno poi riprese in alcune opere successive: il tema del sacrificio, la momentanea rinuncia alla violenza seguita poi dalla definitiva riaffermazione della propria dignità e di quella di quanti vengono brutalmente sottomessi. Chen è infatti un personaggio tradito, costretto a riprendere la lotta solo dopo che i suoi sogni di convivenza pacifica si sono scontrati con la crudeltà di Mii. Il patto di rinuncia alla violenza, sancito tra Chen e la madre, viene infranto quando il medaglione, che gli aveva regalato la donna si rompe inavvertitamente durante uno scontro.
Il personaggio di Chen in "Il furore della Cina colpisce ancora" risente direttamente del genere Gong Fu di cui il protagonista è un eroe tragico, solitario, forzato ad affrontare un crudele destino. Chen-Lee è alla ricerca di qualcosa che crede di aver trovato nel piccolo paese, i suoi modi sono quelli di un galantuomo, crede nel rispetto e nell'amicizia. Ma il suo personaggio subisce una profonda trasformazione quando scopre che il ritratto che aveva fatto di Mii, e che aveva quasi identificato come un suo secondo padre, si rivela completamente distorto. L'eroe rinuncia ai suoi pacifici sogni, all'amore, alle promesse e affronta il proprio tragico destino scontrandosi con Mii in una battaglia senza quartiere che si risolve con la sua vittoria. Il prezzo da pagare sarà alto: Chen dovrà consegnarsi alla polizia. E' la lotta del bene contro il male portata avanti a colpi di karatè e di interminabili combattimenti che segnano i personaggi intrappolati in un "gioco" senza fine dove la violenza è così spettacolarizzata da risultare quasi asettica.
In "Dalla Cina con furore" del 1972, diretto da Lo Wei, Bruce Lee riprende il personaggio Chen nel ruolo di solitario eroe senza patria. Abbandonata la scuola in cerca di fama e fortuna (la presenza di una famiglia, reale o simbolica, è una costante dei suoi film) vi ritorna in tempo per assistere al funerale del suo vecchio maestro. Questo ritorno coincide con l'inevitabile scontro con gli allievi delle altre scuole in una Shangai anni Trenta occupata dai giapponesi. Il temperamento focoso e incontrollato del giovane complica la situazione, che si trasforma in lotta aperta tra le scuole cinesi e quelle giapponesi. Anche in questo caso il destino dell'eroe è segnato, nonostante egli combatta per la propria dignità e per quella degli oppressi.
Negli Stati Uniti il film è un grande successo e incassa circa dodici milioni di dollari. Per Bruce Lee è la consacrazione ufficiale. Sempre nello stesso anno l'attore scrive e dirige quello che per molti diventerà un vero "cult movie", sia per l'ingenuità di certe situazioni, sia per certe sequenze che rimarranno impresse (come dimenticare lo "straordinario" combattimento tra il piccolo drago e un giovane Chuck Norris a Roma in un Colosseo completamente ricostruito?): "L'urlo di Chen terrorizza l'Occidente" (The Way of the Dragon).

Sebastiano Lucci

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kowloon
post Oct 23 2007, 08:16 PM
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E' quasi impossibile dire qualcosa su questo personaggio che non sia già stato detto da altri... tuttavia deve essere sempre e doveroso specialmente di chi lo pratica lasciare uno spazio a questo artista che, più di qualunque altro, ha lasciato un segno profondo come attore, come maestro e filosofo,il quale ha contribuito notevolmente allo sviluppo delle arti marziali delle arti marziali del XX secolo.
Bruce Lee nasce il 27 novembre 1940, a San Francisco, nel Jackson Street Hospital di Chinatown. Il padre, Lee Hoi Chuen, era un attore che in quel periodo era in tournèe in America; la madre, Grace, era di origine tedesca. Fu battezzato con il nome di "Lee Jun Fan", "colui che torna", poichè la madre credeva che un giorno sarebbe tornato negli Stati Uniti. Bruce era il suo nome inglese, ma non venne mai usato in famiglia, dove veniva chiamato "Sai fon" (piccola fenice), un nome femminile. Questo perchè i signori Lee avevano in precedenza perso un figlio, e in questo caso, secondo la tradizione cinese, per i successivi figli maschi si usava un nome femminile, per ingannare gli spiriti maligni che avrebbero potuto prendere la loro vita.

Bruce era il quarto di cinque figli; Phoebe e Agnes, le due sorelle, Peter, il fratello maggiore, e Robert, il fratello minore. Nel 1941 la famiglia Lee torna ad Hong Kong, e, insieme alla famiglia, già numerosa, vivevano anche la cognata del signor Lee e i suoi cinque figli, oltre ad alcuni servitori, arrivando ad un totale di circa 20 persone. Già da piccolo si meritò il soprannome di "mo si tung", "quello che non sta mai fermo" (e mai un soprannome fu più azzeccato di questo!); la sua famiglia scoprì che l'unico modo per farlo stare fermo era dargli qualcosa da leggere... e lui leggeva per ore. Linda Lee, sua moglie, in un'opera dedicata alla vita del marito affermerà che "ricco o povero, Bruce ha sempre collezionato libri"; sottolinea anche il fatto che riusciva a concentrarsi sulla sua lettura in qualsiasi posto si trovasse, in una pausa sul set o in mezzo al rumore , al movimento; ovunque andasse si portava sempre dietro un libro, anche se probabilmente non avrebbe avuto tempo per aprirlo.

Dopo aver frequentato la scuola elementare cinese, si iscrive al La Salle College; pare che non fosse tutto, tranne che un allievo diligente; a quel tempo Hong Kong era ancora una colonia britannica, e tra i ragazzi inglesi e quelli cinesi evidentemente non correva buon sangue; bande di giovani sbandati, a volte vere e proprie gang, vagavano per le strade cittadine e le risse erano pressochè all'ordine del giorno;Bruce Lee era uno di questi giovani: i suoi fratelli ricordano che, quando non gli piaceva qualcuno, glielo diceva in faccia, nè c'era bisogno di chiedergli due volte di combattere. Probabilmente questo fu il motivo principale che lo spinse ad iniziare lo studio delle arti marziali; suo padre praticava il Tai Chi Chuan, ma non era quello che cercava...Si iscrisse allora alla scuola di Wing Chun del famoso maestro Yp Man, diventando uno degli allievi più bravi e presenti. Oltre alle tecniche , alla scuola di Yp Man venne a conoscenza del pensiero taoista e delle filosofie di Buddha, Confucio, Lao Tzu e di altri maestri.
Jetkundo italia

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kowloon
post Oct 23 2007, 08:17 PM
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denunciarono Bruce, che allora aveva 18 anni; la madre gli consigliò di partire per gli Stati Uniti (dove, tra l'altro, era nato), poichè capì che il futuro ad Hong Kong era per lui piuttosto limitato. Il viaggio in nave verso gli States durò 18 giorni; durante la traversata, impartì alcune lezioni di cha-cha-cha ai passeggeri di prima classe (ad Hong Kong era stato campione di questo ballo); nel suo reportorio aveva oltre 100 passi di danza!
Anche negli States si trova sovente coinvolto in risse, più che altro causate dal colore della sua pelle; probabilmente in queste situazioni inizia a rendersi conto dei limiti del wing chun. Trasferitosi a Seattle, lavora come cameriere in un ristorante; completa gli studi liceali all'Edison Tecnical School e, in seguito, ottiene una specializzazione in filosofia alla Washington University. Non gli è difficile radunare attorno a sè amici o curiosi interessati alla sua arte particolare, il kung fu, che allora era veramente semi-sconosciuta al di fuori delle comunità cinesi. Il suo primo obiettivo era quello di diffondere la sua arte in tutti gli Stati Uniti; in una lettera scritta ad un suo amico, parla di questo progetto dicendo che intendeva realizzarlo entro un termine di 10-15 anni. In seguito, per motivi particolari, abbandonò il progetto, anzi chiuse tutte e tre le succursali della sua scuola, il Jun Fan Gong Fu Institute (le altre due erano dirette da Dan Inosanto, a Los Angeles, e J. Yimm Lee, a Oakland).

Dal suo proposito iniziale si capisce che egli intendeva insegnare il kung fu a chiunque avrebbe dimostrato un animo adatto ad impararlo, a prescidere dal colore della pelle: benchè fosse stato più volte vittima del razzismo, non aveva ideali razzisti o di vendetta. All'apertura della scuola, il suo primo allievo fu un ragazzo di colore, Jesse Glover. Negli ambienti del Kung Fu vigeva però una regola non scritta: l'arte non doveva essere insegnata al di fuori dei cinesi, per timore che, se ciò fosse accaduto, gli stranieri ne avrebbero approfittato per fare loro del male. Bruce Lee considerava questo modo di pensare piuttosto antiquato, affermando che, se qualcuno voleva veramente fare del male a un proprio simile, non aveva certo bisogno di conoscere il Kung Fu. Il fatto che lui fosse disposto ad insegnare anche ai non cinesi però non andava giù agli altri maestri. Per questo motivo un giorno si presentò, presso la sua scuola a San Francisco, uno sfidante in rappresentanza della comunità marzialista della città, accompagnato da alcuni colleghi cinesi; se Bruce avesse perso il confronto, avrebbe dovuto chiudere la scuola, oppure smettere di insegnare ai bianchi. Messo di fronte a questa situazione, Bruce apparve molto determinato, sconcertando il suo sfidante, che quasi tentò di ritirare la sfida o per lo meno di ridurla ad un incontro di allenamento con alcune regole protettive. Lee non accettò il compromesso, la sfida era stata lanciata e lui l'aveva accolta: dopo pochi istanti di combattimento, gli uomini che avevano accompagnato lo sfidante cercarono di fermare Bruce, che stava predendo il sopravvento, ma James Lee lì ammonì di lasciar correre. Ad un certo punto, per sfuggire alla raffica di colpi, allo sfidante non restò che... iniziare a scappare per tutta la stanza, con Bruce che gli correva dietro {che scena! n.d.r.}; alla fine Bruce riuscì a prenderlo e a scaventarlo a terra, dove, su sua domanda, lo sfidante dichiarò di averne abbastanza... Fu l'ultima volta che la comunità marziale di San Francisco lo minacciò direttamente.

Benchè avesse vinto il combattimento, Bruce era piuttosto nervoso e affaticato: aveva sudato non poco per riuscire a prendere l'avversario per finirlo; questo lo spinse a cercare nuovi metodi di allenamento, e a creare nuove attrezzature, che di solito venivano poi realizzate da Herb Jackson, un falegname suo amico e allievo. Anche il classico uomo di legno del wing chun subì diverse modifiche, tra le quali l'aggiunta di una "gamba", atta a simulare la gamba dell'avversario. Fu il primo ad adottare, per la pratica di un'arte marziale, attrezzi come punching ball, sacchi e guantoni fino ad allora usati quasi esclusivamente dai pugili. Ma il miglior allenamento in assoluto restava il combattimento contro un avversario/compagno.

Trasferitosi in California nel 1964, approfondisce il suo studio rivolgendo la sua attenzione ad altre discipline, come il Kali (con il suo amico ed allievo Dan Inosanto), il Judo, il Pugilato, la Lotta libera, il Karate e altri stili di Kung Fu. Con il tempo, si costruì un'immensa biblioteca contenente volumi su ogni genere di stile e su ogni tipo di arma. Sempre del 1964 è la sua famosa esibizione, in occasione degli Internazionali di Karate di Long Beach, ai quali intervenne su invito di Ed Parker. Dalla sintesi, o, sarebbe molto meglio dire, dall'elaborazione di tutti questi studi, nasce il suo Jeet Kune Do, "la via per intercettare il pugno"; paradossalmente, a un certo punto decide di chiudere tutte e tre le filiali della sua scuola, accettando, da lì in avanti, soltanto allievi privati. Prese questa decisione in quanto si rese conto che era troppo facile per una persona entrare nel suo kwan e considerare l'insegnamento come la "verità" o la "via" universale... secondo lui non esisteva una via universale per raggiungere i propri scopi, e il credere in una "via" era quindi un'illusione. Il fatto di avere solo allievi privati lo aiutava molto nel seguire personalmente l'allievo stesso, personalmente nel senso che il suo insegnamento era modellato secondo la
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post Oct 23 2007, 08:17 PM
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persona che aveva da istruire; secondo la testimonianza di Dan Inosanto, non diceva mai la stessa cosa a due allievi, ma costruiva tutto su una base individuale, tenendo anche conto della caratteristiche fisiche peculiari di ognuno.
Bruce Lee è conosciuto anche ai non praticanti soprattutto nelle vesti di attore: in questo senso era figlio d'arte, fatto che gli permise di iniziare la carriera sul set già da bambino, ad Hong Kong: l'ultimo film della sua carriera giovanile fu The Orphan, del 1958. In seguitò fu il co-protagonista (Kato) della serie The Green Hornet, e più avanti realizzò i film che lo resero famoso, tra i quali The Big Boss, Fists of Fury, Game of Death, Enter The Dragon.

Nel 1970, a causa di una leggerezza (tentando di sollevare un certo peso senza aver prima fatto un adeguato riscaldamento), si procura un infortunio alla schiena, che lo costringe a letto per sei mesi: si può facilmente immaginare come possa essere stato per lui, sempre in moto perpetuo, questo periodo di forzata inattività; il suo corpo era come prigioniero, ma non la sua mente: è in questo periodo che inizia a scrivere i suoi appunti, che riempiranno otto volumi; una parte di questi è stata pubblicata, dopo la sua morte, ad opera della moglie, Linda, dalla quale ebbe due figli: Brandon (1965-1993) e Shannon, nata nel 1969. Nonostante i medici gli avessero pronosticato che non sarebbe più riuscito a praticare, riprese gradatamente l'attività, anche se il dolore alla schiena restò sempre un problema.

Bruce Lee scompare improvvisamente il 20 luglio 1973; la comunità marziale resta ammutolita e stupefatta di fronte alla sua morte: come è facile immaginare, iniziarono a girare le voci più disparate, per esempio che sarebbe stato ucciso dai maestri tradizionalisti, oppure da alcuni produttori cinematografici che non avevano ottenuto il suo consenso; alcuni non credettero neanche alla sua morte, e aspettarono il suo ritorno. La versione ufficiale parla di una reazione allergica ad un componente di un farmaco, l'Equagesic, da lui utilizzato per curare l'emicrania. Al suo funerale, ad Hong Kong, partecipò una folla immensa, 23.000, o forse 25.000 persone; una seconda funzione, in forma privata, ebbe luogo a Seattle, dove è stato sepolto, al Lakeview Cemetery.

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IN BREVE STORIA E NASCITA DEL JKD

Nel 1958 all'eta' di 18 anni Bruce Lee parti per Hong Kong alla volta di San Francisco.Ottimo combattente dello stile Wing Chun, allievo del maestro Ip Man, dovette rendersi conto dei limiti di questo stile,quando negli Stati Uniti fu costretto a difendersi dagli attacchi d'altri maestri di varie scuole, anche per il modo duro di combattere degli occidentali, che rendevano inefficaci molte tecniche tradizionali di Wing Chun.
Cosi' incomincio' la modifica dello stile tradizionale e la successiva creazione del Jun Fan e poi successivamente del Jkd. Le idee e la filosofia erano molto chiare, lui cercava la semplicita'la linearita' e l'efficacia, il suo fine era di inpiegare solo tecniche utili in un combattimento reale, quindi ogni tecnica che non funzionava non valeva la pena di allenarla.
Alla sua morte l'eredita della scuola fu raccolta dal suo discepolo Dan Inosanto che la diffuse in tutto il mondo
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I PRINCIPI DEL JEET KUNE DO

1( Rigorosa economia strutturale nell'attacco e nella difesa: arti avanzati vividifesa: mani che trafiggono.

2( Armi versatili calci e pugni sferrati “con arte senz'arte” senza attenersi ai metodi per evitare parzalizzazioni.

3( Ritmo spezzato, mezzo ritmo, e ritmo intero, o ritmo di tre quarti (ritmo del jkd nell'attacco e nel contrattacco).

4( Allenamento coi pesi, allenamento scientifico supplementare e messa a punto completa.

5( Movimenti diretti,il”movimento diretto del jkd”in attacchi e contrattacchi sferrati dalla posizione in cui si e' (senza modificarla).

6( Tronco mobile e lavoro di gambe disinvolto.

7( Materia morbida e tattiche di attacco imprevedibili.

8( Corpo a corpo spietato: A (abbattimento con astuzia) B(atterramento) C(presa stretta) D(immobilizzazione.

9( Irrobustimento dell'intero organismo(allenamento totale e allenamento mediante contatto,su bersagli mobili)

10( “Armi” potenti rese aguzze dal continuo “affilamento”.

11( Espressione individuale e non produzione di massa,vitalita' non morta applicazione di regole classiche (comunicazione vera).

Totalita', non frammentarieta' strutturale.
Oltre ai movimenti fisici, cura la “continuita' dell'io che si esprime.
Rilassamento e insieme potente penatrazione.Ma un rilassamento ricco di elasticita' di scatto non un corpo fisicamente rilassato.E versalita' mentale( interiore).
Flusso ininterrotto (movimenti rettilinei e curvilinei-in alto in basso. Verso destra e verso sinistra passi laterali,oscillazione verticale e circolare del busto, movimenti circolari con le mani).
Atteggiamento ben bilanciato durante il movimento,costantemente. Continuita' fra massima tensione e massimo rilassamento BRUCE LEE
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post Oct 23 2007, 08:22 PM
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LOS ANGELES - E' morto 34 anni fa, lasciando orfani milioni di fan. Ora, grazie al computer, potrà tornare in scena. Bruce Lee, il re delle arti marziali, la furia che viene dall'Oriente, verrà "resuscitato" e sarà il protagonista di "Dragon warrior", il film che rischia di passare alla storia come il primo in cui l'attore principale è morto. Come spiega Variety, il film può contare su un budget di 50 milioni di dollari (100 miliardi di lire) ed è finanziato dalla compagnia sud coreana ShinCine communications, proprietaria dei diritti per lo sfruttamento dell'immagine di Bruce Lee.

Il progetto ha anche l'assenso della vedova di Lee, Linda Lee Caldwell, e della figlia, Shannon Lee. "Crediamo nell'entusiasmo della ShinCine", ha detto Linda. La compagnia ha spiegato di lavorare al progetto da ormai quattro anni. "Dragon warrior" è attualmente al terzo trattamento per mano di autori coreani e giapponesi e verrà sottoposto ad una revisione definitiva da una produzione di lingua inglese.

Vera e propria leggenda del cinema d'azione, Bruce Lee è morto all'età di 32 anni diventando un'icona e conoscendo il grande successo solo dopo la sua scomparsa. Autore di decine di film, è stato il primo a lanciare il genere dell'eroe che combatte il crimine solo con le sue forze e la sua conoscenza del kung-fu.

La sua morte, come per tutti i miti che si rispettino, è avvolta nel mito. La versione ufficiale parla di una morte improvvisa avvenuta nel sonno dopo aver ingerito un farmaco apparentemente molto comune. Ma presto incominciarono a diffondersi le leggende. Una di queste racconta che Bruce venne ucciso per un regolamento di conti dalla mafia. Un'altra che si trattò di una vendetta per questioni d'amore. Tutti ruomors che diedero vita a una vera e propria letteratura sulla "vera storia" di Bruce Lee e che contribuì a rafforzarne il personaggio.

E c'è un altro aspetto inquietante che, come un leitmotiv che si tramanda di generazione in generazione. Quello del ritorno di Bruce non è l'unico esperimento cinematografico di un film senza il protagonista. Suo figlio, Brandon Lee, era stato il primo attore riportato in vita dal computer. Morto sul set del film "Il corvo", nel '93, i produttori avevano potuto completare alcune brevi sequenze con l'aiuto della tecnologia.
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kowloon
post Oct 23 2007, 10:01 PM
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DI materiale ne ho inserito un bel pò..di certo ci saranno risposte alle vostre domande....comunque per qulasiasi cosa io sono a disposizione per qualsiasi ed ulteriore chiarimento che nel merito si dovesse rendere necessario per l'approfondimento di una discussione. ciao kowloon
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kowloon
post Oct 27 2007, 11:28 PM
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VI ASPETTO FATEVI SOTTO CON DOMANDE E DOMANDONI...SONO A VS. COMPLETA DISPOSIZIONE. CIAO KOWLOON
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kowloon
post Dec 9 2007, 09:59 PM
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Dopo circa 50 giorni nessuna domanda è stata posta. Devo preoccuparmi???? Interessa La sezione dedicata al mio idolo su questo fantastico forum??? Fatevi sotto e accantonate per un attimo Van damme & Compari...Qui' veglia il vero SIFU' di tutte le arti marziali. ciao KOWLOON
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serpeinculo
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Istant snake
post Nov 27 2014, 12:05 PM
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